giovedì 8 gennaio 2009

PER UN NUOVO SVILUPPO ECOMPATIBILE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE - di Marco Maddalena




Il rapporto annuale del “Il Sole 24 ore”, come precedentemente quello di Legambiente confermano una situazione ambientale non positiva per la nostra Provincia, ed è inutile stare a disquisire se Frosinone merita o non merita l’ultimo posto, l’unica certezza è la conferma che la nostra provincia non gode di buona salute.Basta far riferimento al “record” negativo delle PM10, alla tragedia ambientale della Valle del Sacco, alla massiccia presenza di amianto, all’aumento delle patologie legate all’inquinamento. Il responsabile, non è individuabile semplicemente nel presente, ma in un processo storico di danno ambientale strutturale del territorio, perpetuato da una concezione di sviluppo errata, non ecocompatibile e senza futuro.Oggi è necessario studiare un nuovo tipo di sviluppo progettuale e partecipato, che si ponga come obiettivo lo sviluppo dell’Altraeconomia, ecosostenibile, non invasiva e non distruttiva delle risorse naturali.Per concepire tale modello, è centrale il recupero della Valle del Sacco, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche.La Valle del Sacco, necessita di una riqualificazione che non può sostenere l’ipotesi di un aeroporto internazionale. Al contrario, bisogna sostenere e attuare un’azione di bonifica dell’intera area , di recupero dei siti industriali dismessi, di innovazione dei processi della produzione con la conversione di essi in eco distretti industriali. In tale percorso di riqualificazione è fondamentale l’ istituzione di un parco naturale della Valle del Sacco, che valorizzi e preservi le risorse naturali presenti quali ad esempio: il Bosco Faito, i Monti Lepini, la Macchia di Anagni, l’area dell’ex selva di Paliano. Un parco naturale legato allo sviluppo della ricerca universitaria e scientifica, del turismo, della filiera agroalimentare e dell’occupazione sana. Un progetto di risarcimento di un territorio, che potrebbe attingere ai fondi comunitari.La gestione dei rifiuti deve far divenire il rifiuto una risorsa, incentivando processi, anche culturali, utili all’ incremento della raccolta differenziata e del riuso, studiando forme di trasporto del rifiuto ecosostenibili, ad esempio, con l’ utilizzo della rete ferroviaria si può ottenere un notevole abbassamento delle polveri sottili. Ridiscutere una politica di tutela delle risorse idriche, è diventata una necessità, il fallimento della privatizzazione del servizio è palese, per questo bisogna riportare al centro il valore pubblico di tale bene, in tal senso è importante che gli enti locali ,al più presto, si attivino nel rispetto della recente decisione del COVIRI (Comitato per la Vigilanza sull'Uso delle Risorse Idriche) per ripristinare una situazione di normalità.Per raggiungere, gli obbiettivi su indicati è fondamentale l’attuazione di una politica ambientale partecipata, istituendo per espressa delibera del consiglio provinciale un osservatorio ambientale, composto da associazioni e movimenti, che funga da stimolo e da pungolo alle istituzioni. Proposta che il Partito della Rifondazione Comunista ha voluto fortemente nel patto di fine legislatura dell’amministrazione provinciale. Tutti i temi su descritti saranno oggetto di discussione aperta alla cittadinanza, nell’attivo provinciale Ambiente del Partito della Rifondazione Comunista, il prossimo 9 gennaio alle ore 17,30 presso la federazione del PRC.

Marco Maddalena

Responsabile regionale Ambiente e Territorio PRC- Lazio

COMMEMORAZIONE MARTIRIO TRE MARTIRI TOSTANI - 06/01/2009 Frosinone

Per il servizio fotografico della manifestazione vai su www.comune.frosinone.it

Martedì 6 gennaio, alle ore 11 e 45, alla presenza del Sindaco di Frosinone Michele Marini, degli assessori e dei consiglieri del Comune di Frosinone, dell’assessore allo Sport e Turismo del Comune di Ceccano Antonello Ciotoli, dell’assessore alla Formazione del Comune di Fiesole Luisa Moretti, del Prefetto di Frosinone Piero Cesari, dei nipoti di Pierluigi Banchi, di una rappresentanza dell’Ampi e delle rappresentanze di Polizia e Carabinieri si è svolta la commemorazione del martirio dei Tre Giovani Toscani.

Il 6 gennaio 1944 la nostra città assistette, purtroppo, alla fucilazione di tre giovani toscani, ancora minorenni, i cui nomi vennero estratti a sorte tra un gruppo di tredici. Si chiamavano: Pier Luigi Banchi di Fiesole, Luciano Lavacchini di Borgo S. Lorenzo e Giorgio Grassi di Firenze.
Il 6 gennaio 2004, alla presenza dell’unico superstite dei tredici, Angiolino Terinazzi di Firenze, del Prof. Virgilio Reali, Presidente Provinciale dell'Anpi di Frosinone, dei parenti dei ragazzi fucilati, dell' ANPI, delle numerose Autorità, sia delle tre città toscane che della nostra Provincia e Comune, venne inaugurato il Monumento in memoria dei tre giovani toscani e che si trova nella Piazza a loro intitolata.

Il monumento venne realizzato per diversi motivi:

- per esaudire il desiderio di Angiolino Terinazzi e del Prof. Virgilio Reali;

- perché era giusto onorare e ricordare quei tre giovani che pagarono con la vita il semplice desiderio di tornare dai genitori per il Santo Natale;

- perché Frosinone conoscesse a fondo questa drammatica vicenda di cui era stata teatro.

Al termine della cerimonia un picchetto d’onore della Polizia Municipale di Frosinone ha deposto una corona d’alloro davanti al monumento commemorativo.

LA STORIA
I tre giovani, ancora minorenni, insieme ad altre centinaia di ragazzi appartenenti alle classi 1923, 1924 e 1925, il 1° Dicembre del '43, dovettero presentarsi al distretto militare di Firenze per evitare che i propri genitori venissero arrestati, come prevedeva il bando del M.llo Graziani.
Prima di raggiungere Cassino, da Firenze vennero portati ad Aquino. Qui, un gruppo di 13 toscani, una notte, decise di fuggire perchè aveva già capito che tutto ciò che i loro occhi avevano visto non era altro che il biglietto da visita della guerra.

Un camion avrebbe dovuto portarli a Roma con la speranza di poter tornare a casa per le feste di Natale. Scoperti, furono portati nel carcere di Frosinone dove, il 30 dicembre, seppero che l'indomani sarebbero stati processati.

Infatti, il 31 dicembre vennero portati a Ceprano e giudicati dalla Corte Marziale composta da tre ufficiali tedeschi.

Fu il Maggiore Giulio Pellegrini di Camaiore, provincia di Lucca, loro corregionale quindi, a sentenziare che la pena da comminare per il reato di diserzione fosse la “fucilazione”.

Considerata la giovane età dei cosiddetti “traditori” ed il fatto casuale che era il 31 dicembre, il tribunale decise di concedere un atto di clemenza stabilendo di affidare alla sorte la scelta dei tre nomi ai quali sarebbe stata confermata la pena di morte, mentre per i dieci rimasti sarebbe stata fissata una condanna a dieci anni di lavori forzati in Germania, passando anche per le carceri di Paliano.

Raccontava Angiolino Terinazzi: “La notte del 6 gennaio ci svegliarono i rumori di gente che scalpitava. Poi le grida dei nostri amici che io sento ancora oggi. Improvvisamente il silenzio.

Più tardi venne l'uomo delle pulizie con un cornetto in mano e mi disse: .

Questa è la lettera che Pier Luigi Banchi scrisse al suo amico Renzo pochi minuti prima di essere fucilato:

Caro Renzo, stamani ci fucilano, se un giorno potrai tornare a casa vai dalla mia mamma e fargli coraggio, spiegagli il fatto. Saluta tutti i miei amici e fai dire una messa per noi tre. L'avresti mai pensato tu che un giorno qualcuno potesse essere fucilato no. Di ai nostri genitori che siamo scappati perchè gli volevamo bene e che volevo passare il S. Natale insieme a loro. Pregate per me un bacio a tutti.
Frosinone 6-01-1944 Pier Luigi

Il Monumento venne realizzato dal maestro Alberto Spaziani. A marzo del 2004 venne a mancare il prof. Reali, il quale, gravemente malato, riuscì a resistere fino all’inaugurazione del Monumento perché voleva vedere realizzato il suo sogno. Circa un anno fa ci lasciava anche Angiolino Terinazzi, morto serenamente perchè anche per lui il sogno si era realizzato.

Sia il prof. Reali che Angiolino Terinazzi lottarono per molti anni affinchè si realizzasse questo Monumento in onore dei loro cari amici e che per loro era diventata ragione di vita.

Al termine della cerimonia un picchetto d’onore della Polizia Municipale di Frosinone ha posto una corona di alloro davanti al monumento commemorativo.

martedì 6 gennaio 2009

...CURR CURR UAGLIO'

Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone...



Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro “I care”, come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana?




La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell’incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.

Ma basta con l’ impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.

Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occup

azione brutale e coloniale. Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombeli

cale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all’ ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all’olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l’hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un’altra colonia ebraica. Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d’acqua o

le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da

Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283

le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all’estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro. Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c’è riscaldamento, non c’è luce, o i bambini nati prematuri nell’ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’ occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.

Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l’occupazione.

Dio mio in che mondo terribile viviamo.

Luisa Morgantini
Vice Presidente del Parlamento Europeo


lunedì 5 gennaio 2009

Commemorazione - ANPI, Associazione Nazionale Partigiani D'Italia - FROSINONE



Si svolgerà martedì 6 gennaio alle ore 12:00 a Frosinone la commemorazione dei tre ragazzi toscani fucilati dai nazifascisti al “Curvone” nel 1944.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Frosinone, e vedrà la partecipazione di diverse autorità militari e civili. L’ANPI accoglie l’invito del comune a partecipare e portare il proprio contributo all’importantissima iniziativa, e sarà presente con una cospicua rappresentanza. Tutti gli iscritti ed i simpatizzanti sono tenuti a divulgare al massimo l’informazione ed a fare il possibile per garantire la più ampia presenza alla manifestazione.

Fraterni saluti.

Giovanni Morsillo

Consigliere Nazionale ANPI

sabato 3 gennaio 2009

Mille modi di dire Buon Anno - di Fausta Dumano

Articolo e foto tratti dal blog di aut, si ringrazia la compagna Fausta Dumano.


Aspettando il 2009....31 dicembre 2008, la notte più lunga, la notte dei sogni e dei desideri, la notte delle speranze. Da sola non avendo il dono dell'ubiquità non posso raccontare le numerose iniziative della lunga notte, mentre aspettiamo notzie dal Capodanno femminile alle Scuderie di Palazzo Braschi a Terracina, di quello a sostegno di Radio Onda Rossa, di quello per la Palestina, di quello sex gay targato Muccosissime e di tutti quelli che volete raccontarci, la redattrice di AUT vi guida alla scoperta...... di come i compagni hanno atteso il 2009. Ore 19,00 la lunga notte comincia agli Altipiani di Arcinazzo, presso la struttura "Il Caminetto"un'iniziativa di solidarietà con i rifugiati organizzata dall'assessore provinciale alla cultura Paola Menichetti. L'Unesco ha dichiarato il 2009 l'anno del dialogo interculturale per dare senso a questa dichiarazione di intenti, nonostante il freddo, l'appuntamento è agli Altipiani. All'iniziativa hanno partecipato l sindaco Grazioli, l'Imam El Jaduzi O Mar, Abul dell' Anelf Cisl, Paolo Ceccano, consigliere comunale di Sora del PRC. Una serata speciale, una simpatica torre di babele linguistica , con intrepreti e traduttori in simultanea. 1000 modi di dire buon anno, un anno portatore di dialogo di tolleranza e di rispetto reciproco.

Auguri particolari in un mondo che oscilla sempre tra la pace e la guerra. L'assessore Menichetti per spiegare il senso di quest'iniziativa ha ricordato l'importante gesto di un parroco che nel presepe non ha inserito nella culla Gesù Bambino, perchè i cristiani non sono pronti ad accettarlo, se non tollerano lo straniero. La redattrice di AUT è laica, ma è consapevole che bisogna esprimere solidarietà a diversi parroci per aver inserito nelle loro omelie la tolleranza e la solidarietà, a Don Prospero, della Diocesi di Nostra Signora della Provvidenza a Bologna, costretto a rimuovere dal presepe, per le proteste dei fedeli la riproduzione di una moschea. In questo clima di intolleranza, di difficoltà e di paura nei confronti dell'altro l'iniziativa della Menichetti acquista un valore importante.

L'Imam nel fare gli auguri ha spiegato ai rifugiati che hanno la possibilità di accedere alla moschea di Frosinone. Abdul ha portato il saluto dell'Anelf Cisl. Il consigliere Paolo Ceccano, grazie alla sua giovane età è riuscito a stringere attorno a se molti rifugiati. Interlocutore anche per le "problematiche giovanili". Stasera avrebbero voglia di ballare al ritmo della loro musica , qualcuno intona una canzone . Un abbraccio di corpi, sensazioni ed emozioni. I rifugiati hanno una grande passione per lo sport, il calcio in particolare . Il sindaco di Trevi ha chiesto, scarpe da calcio al presidente del Frosinone Stirpe. Invitiamo tutti i lettori di AUT,tifosi di una squadra ad organizzare una gara di solidarietà per i rifugiati. Auguri di buon anno mangiando mandarini, è di buon auspicio nella notte stellata. Una notte accompagnata da una luna speciale, Paolo mi fa notare che stasera la luna è come il simbolo della mezzaluna, fertile. Leggende, foto, io che sono una giocoliera di natura con le parole, che creo mondi che spariscono all'alba, che spero di essere un'imbianchina per colorare la notte, non trovo le parole giuste per dire grazie all'assessore alla cultura di quest'iniziativa e ai rifugiati per la loro ospitalità, per l'affetto e il calore verso di me, donna, bianca, libera e laica.

La notte è lunga, altri orizzonti da raccontare, Giglio di Veroli, come è tradizione casa di Paolo (Iafrate) e di Sabrina è la "casa aperta" alla moltitudine della solitudine e della diversità per abbattere le barriere architettoniche e i fortilizi mentali. E nella tavola numerosa Sabrina aggiunge tre posti, sono arrivata con Paolo Ceccano e mio figlio. Si aspetta mezzanotte, mangiando, giocando a tombola, al mercante in fiera, si fantastica, ci si scambiano promesse. Marco Cardaci, il montanaro esperto, mi promette che mi aiuta a realizzare lo "stage"di scrittura con le parole della natura nel mitico rifugio. Impegni con Ivan e Rosita all'insegna di "Dalla sfiga alla sfida" . Un augurio collettivo a mezzanotte e qualcosa, con il bicchiere ancora in mano a tutti i compagni e alle compagne speciali che conosco. Il nuovo anno sarà come un libro di 365 pagine bianche pronte per raccontare sensazioni emozioni e passioni. Prime luci del nuovo anno con mio figlio passo al capodanno del "Satyricon", il primo capodanno del caffè lettarario con musica dal vivo e una moltitudine di compagni e compagne, di amici che si muovono al ritmo della musica .

Buon anno a tutti i lettori di AUT sperando di colorarlo con i colori della pace, che sia un anno intenso di lotte per la difesa dei diritti. Del 2008 "annus horribilis", salviamo l'entusiasmo dell'onda, l'elezione di Obama e la vittoria di Vladimira Luxuria all'isola dei famosi che ha permesso di sognare che nel mondo irreale si possano affermare diritti importanti . Anche se nello psicodramma di Liberazione il prossimo "deus ex machina"del giornale di Rifondazione, psichiatra occulto e dell'occulto, ritiene quelli come Luxuria dei malati gravi da guarire. E l'altro redattore di AUT ? Il gallinaccio comunista? Pare che abbia trascorso la lunga notte dll'ultimo dell'anno in uno scambio virtuale con Marco Maddalena, neo responsabile regionale all'ambiente di Rifondazione Comunista, rincorrendo il primo comunicato ufficiale di Marco. Un comunicato ballerino e sgusciante che veniva pubblicato e rettificato, pubblicato e rettificato, pubblicato e rettificato, pubblicato e rett.............BUON ANNO A TUTTI.

lunedì 22 dicembre 2008

Intervento sul P.U.G.C.

“Adozione documento preliminare di indirizzo al Piano Urbanistico Generale Comunale” (LR n. 38 del 22.12.1999)

A distanza di circa 17 anni dall’ approvazione dell’ ultimo PRG del nostro comune, i quali lavori iniziarono nell’ anno 1988, oggi, chiamati anche dalla Legge Regionale n. 38 del 22.12.1999, ci troviamo ad affrontare questo punto che regolarizza il quadro urbanistico della nostra città. Una mappa con delle precise regole che dia all’ intera comunità gli strumenti per uno sviluppo sostenibile migliorando, nel contempo, l’ intero assetto territoriale in maniera equa e rispettosa delle normative vigenti.

Va precisato che il vecchio Piano prevedeva una crescita della nostra popolazione di circa 10.000 abitanti. Attualmente ci troviamo, però, con una situazione paritaria in quanto la nostra città di Sora conta qualche diecina di cittadini in meno rispetto a 17 anni fa.

Nella Delibera n. 18 del 28 aprile dell’ anno corrente, come Consiglio, abbiamo indicato che il nuovo PUGC prevedesse il recupero degli abusivismi sugli assi principali della città, ovvero, gli accessi primari come Viale San Domenico, Via Roma, Via Marsicana, la Statale 666 e Via Romana Selva.

Mi sembra che questo PUGC sottoposto in questo consiglio raccolga le nostre richieste.

Un altro recepimento è quello sul piano di area: sono arterie che pensiamo possano essere utili alla viabilità. Una è prevista tra Via Roma e Via San Giuliano in maniera orizzontale l’altra che parte da S.Giuliano fino alla tangenziale per Broccostella.

Un'altra necessità è stata quella di far inserire regole che permettano variazioni di destinazione d’ uso anch’ esse rispettose della legge ma che semplificano e permettano in modo equo tale cambiamento.

Cons. Paolo Ceccano – Capogruppo PRC

Approvazione Nuovo Statuto Comunale

IL Consiglio Comunale della Città di Sora ha approvato il nuovo Statuto Comunale. In Commissione Speciale, di cui ero componente, il percorso è stato lungo e non sempre agevole; ci sono state battute d’arresto ma anche spinte in avanti. Uno statuto comunale è de facto e de iure la carta fondamentale che disegna l’architettura istituzionale dell’ente stabilendone gli organi, specificandone i compiti nonché le modalità di funzionamento; molte sono state le tappe di questo viaggio, molto sono stati gli scogli da affrontare.

Fin dall’inizio, ero ed eravamo consapevoli di come fosse difficile coniugare la potenzialità delle nostre idee con la possibilità della realtà; di quanti e quali insidie ci fossero: ma essere, passatemi il termine, “un costituente” significa anche e soprattutto, mantenendo il proprio bagaglio di idee, spogliarsi dei particolarismi, essere lungimirante nel cogliere le opportunità, affrontare insomma le questioni che riguardano una intera comunità, e non una sola parte, con metodo democratico e spirito critico.

Nella commissione di cui ho fatto parte, posso rassicurare i cittadini, non ha mai prevalso la logica del dout des, non c’è mai stata la difesa delle rendite di posizione, il dibattito è stato a volte serrato ed acceso, ma sempre di elevato spessore tecnico; abbiamo riscritto ma anche riformato, guardando si al futuro ma con un occhio anche al passato.

Sull’istituto del difensore civico,per esempio, abbiamo focalizzato l’attenzione sulla sua monocraticità facendo perno su due considerazioni non scindibili: una storica e l’altra istituzionale.

Con riferimento a quella storica,è nota ai più, la genesi dell’organo ovvero quella dell’ omsbudmann svedese, translato nel nostro ordinamento, più precisamente nel T.U.E.L.

Con riferimento al secondo aspetto, quello istituzionale, giova ricordare come il T.U.E.L. nell’art. 11 affidi a tale organo peculiari e delicate funzioni.

Non bisogna dimenticare inoltre che il T.U.E.l. nel recepire la Legge n. 127 del ’97 ha attribuito all’istituto de quo alcune funzioni di controllo dapprima previste in capo Co.Re.Co., a conferma dell’inversione di tendenza dottrinaria a favore di un controllo più soft ,ma anche più agile in quanto rimesso alla decisione di un singolo.

Da sfondo infine la considerazione, in ossequio all’art. 14 del Codice europeo di buona condotta, della necessità difficilmente procrastinabile, di apprestare a favore del cittadino un servizio il più tempestivo possibile nell’operare, e di riflesso, snello nella struttura organizzativa, in un periodo come quello che stiamo vivendo di forte critiche sui costi e il funzionamento della politica.

Intendiamo e vogliamo la pubblica amministrazione come una casa trasparente, nella quale siano visibili e riconoscibili gli interessi in gioco, nella quale sia chiaro il ruolo dei controllori e quello dei controllati: pertanto, coerentemente con questa concezione, e con gli impegni assunti con l’elettorato, abbiamo cercato di calare tale logica anche in altre parti dello statuto, dagli incarichi e collaborazioni esterne, passando per i componenti delle società a partecipazione pubblica.

Infine con riferimento al potere di avocazione previsto in capo al sindaco nel precedente statuto, a seguito di un’attenta disamina abbiamo constatato come fosse fragile la cornice legislativa sul quale poggiava e nonostante tentativi di rielaborazione, miranti a depotenziarne le possibile ricadute pratiche, la nostra scelta è stata di non prevederlo nel presente statuto.

Sono queste alcune delle maggiori questioni affrontate.

Cari colleghi e cittadini, lo statuto sul quale abbiamo lavorato e approvato non è un vestito di Arlecchino sul quale ognuno ha voluto piantare la propria bandierina: in commissione abbiamo lavorato componenti di maggioranza e componenti di opposizione, ai quali pubblicamente rivolgo i miei sentiti ringraziamenti, come quegli artigiani che scelgono, selezionano, smussano con meticolosità le tessere migliori da incastrare in un mosaico, tesi a realizzare il risultato migliore.

Questo è il frutto dei nostri sforzi, che cade proprio a quasi un anno dal 60° anniversario della Costituzione italiana; ma vuole anche e soprattutto essere una salutare lezione di democrazia, che consegniamo alla nostra città, ricordando a noi stessi che siamo qui non come depositari di verità assolute, ma al servizio di essa.

Concludo citando un pensatore del nostro secolo, Adorno, con una riflessione che è nella circostanza vuole essere anche un augurio : “ oggi non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze….”

Non posso che ringraziare tutta la Commissione, il Presidente Nazzareno Cioffi

e i tre esperti esterni: il dot Gilberto Conte l’Avvocato Cerrone Valentino e l’ Avvocato Giampiero Antonini con i quali ho avuto piacere di affrontare questa importante esperienza.

Cons. Paolo Ceccano - Capogruppo Rifondazione Comunista