giovedì 8 gennaio 2009

COMMEMORAZIONE MARTIRIO TRE MARTIRI TOSTANI - 06/01/2009 Frosinone

Per il servizio fotografico della manifestazione vai su www.comune.frosinone.it

Martedì 6 gennaio, alle ore 11 e 45, alla presenza del Sindaco di Frosinone Michele Marini, degli assessori e dei consiglieri del Comune di Frosinone, dell’assessore allo Sport e Turismo del Comune di Ceccano Antonello Ciotoli, dell’assessore alla Formazione del Comune di Fiesole Luisa Moretti, del Prefetto di Frosinone Piero Cesari, dei nipoti di Pierluigi Banchi, di una rappresentanza dell’Ampi e delle rappresentanze di Polizia e Carabinieri si è svolta la commemorazione del martirio dei Tre Giovani Toscani.

Il 6 gennaio 1944 la nostra città assistette, purtroppo, alla fucilazione di tre giovani toscani, ancora minorenni, i cui nomi vennero estratti a sorte tra un gruppo di tredici. Si chiamavano: Pier Luigi Banchi di Fiesole, Luciano Lavacchini di Borgo S. Lorenzo e Giorgio Grassi di Firenze.
Il 6 gennaio 2004, alla presenza dell’unico superstite dei tredici, Angiolino Terinazzi di Firenze, del Prof. Virgilio Reali, Presidente Provinciale dell'Anpi di Frosinone, dei parenti dei ragazzi fucilati, dell' ANPI, delle numerose Autorità, sia delle tre città toscane che della nostra Provincia e Comune, venne inaugurato il Monumento in memoria dei tre giovani toscani e che si trova nella Piazza a loro intitolata.

Il monumento venne realizzato per diversi motivi:

- per esaudire il desiderio di Angiolino Terinazzi e del Prof. Virgilio Reali;

- perché era giusto onorare e ricordare quei tre giovani che pagarono con la vita il semplice desiderio di tornare dai genitori per il Santo Natale;

- perché Frosinone conoscesse a fondo questa drammatica vicenda di cui era stata teatro.

Al termine della cerimonia un picchetto d’onore della Polizia Municipale di Frosinone ha deposto una corona d’alloro davanti al monumento commemorativo.

LA STORIA
I tre giovani, ancora minorenni, insieme ad altre centinaia di ragazzi appartenenti alle classi 1923, 1924 e 1925, il 1° Dicembre del '43, dovettero presentarsi al distretto militare di Firenze per evitare che i propri genitori venissero arrestati, come prevedeva il bando del M.llo Graziani.
Prima di raggiungere Cassino, da Firenze vennero portati ad Aquino. Qui, un gruppo di 13 toscani, una notte, decise di fuggire perchè aveva già capito che tutto ciò che i loro occhi avevano visto non era altro che il biglietto da visita della guerra.

Un camion avrebbe dovuto portarli a Roma con la speranza di poter tornare a casa per le feste di Natale. Scoperti, furono portati nel carcere di Frosinone dove, il 30 dicembre, seppero che l'indomani sarebbero stati processati.

Infatti, il 31 dicembre vennero portati a Ceprano e giudicati dalla Corte Marziale composta da tre ufficiali tedeschi.

Fu il Maggiore Giulio Pellegrini di Camaiore, provincia di Lucca, loro corregionale quindi, a sentenziare che la pena da comminare per il reato di diserzione fosse la “fucilazione”.

Considerata la giovane età dei cosiddetti “traditori” ed il fatto casuale che era il 31 dicembre, il tribunale decise di concedere un atto di clemenza stabilendo di affidare alla sorte la scelta dei tre nomi ai quali sarebbe stata confermata la pena di morte, mentre per i dieci rimasti sarebbe stata fissata una condanna a dieci anni di lavori forzati in Germania, passando anche per le carceri di Paliano.

Raccontava Angiolino Terinazzi: “La notte del 6 gennaio ci svegliarono i rumori di gente che scalpitava. Poi le grida dei nostri amici che io sento ancora oggi. Improvvisamente il silenzio.

Più tardi venne l'uomo delle pulizie con un cornetto in mano e mi disse: .

Questa è la lettera che Pier Luigi Banchi scrisse al suo amico Renzo pochi minuti prima di essere fucilato:

Caro Renzo, stamani ci fucilano, se un giorno potrai tornare a casa vai dalla mia mamma e fargli coraggio, spiegagli il fatto. Saluta tutti i miei amici e fai dire una messa per noi tre. L'avresti mai pensato tu che un giorno qualcuno potesse essere fucilato no. Di ai nostri genitori che siamo scappati perchè gli volevamo bene e che volevo passare il S. Natale insieme a loro. Pregate per me un bacio a tutti.
Frosinone 6-01-1944 Pier Luigi

Il Monumento venne realizzato dal maestro Alberto Spaziani. A marzo del 2004 venne a mancare il prof. Reali, il quale, gravemente malato, riuscì a resistere fino all’inaugurazione del Monumento perché voleva vedere realizzato il suo sogno. Circa un anno fa ci lasciava anche Angiolino Terinazzi, morto serenamente perchè anche per lui il sogno si era realizzato.

Sia il prof. Reali che Angiolino Terinazzi lottarono per molti anni affinchè si realizzasse questo Monumento in onore dei loro cari amici e che per loro era diventata ragione di vita.

Al termine della cerimonia un picchetto d’onore della Polizia Municipale di Frosinone ha posto una corona di alloro davanti al monumento commemorativo.

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