giovedì 8 gennaio 2009

PER UN NUOVO SVILUPPO ECOMPATIBILE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE - di Marco Maddalena




Il rapporto annuale del “Il Sole 24 ore”, come precedentemente quello di Legambiente confermano una situazione ambientale non positiva per la nostra Provincia, ed è inutile stare a disquisire se Frosinone merita o non merita l’ultimo posto, l’unica certezza è la conferma che la nostra provincia non gode di buona salute.Basta far riferimento al “record” negativo delle PM10, alla tragedia ambientale della Valle del Sacco, alla massiccia presenza di amianto, all’aumento delle patologie legate all’inquinamento. Il responsabile, non è individuabile semplicemente nel presente, ma in un processo storico di danno ambientale strutturale del territorio, perpetuato da una concezione di sviluppo errata, non ecocompatibile e senza futuro.Oggi è necessario studiare un nuovo tipo di sviluppo progettuale e partecipato, che si ponga come obiettivo lo sviluppo dell’Altraeconomia, ecosostenibile, non invasiva e non distruttiva delle risorse naturali.Per concepire tale modello, è centrale il recupero della Valle del Sacco, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche.La Valle del Sacco, necessita di una riqualificazione che non può sostenere l’ipotesi di un aeroporto internazionale. Al contrario, bisogna sostenere e attuare un’azione di bonifica dell’intera area , di recupero dei siti industriali dismessi, di innovazione dei processi della produzione con la conversione di essi in eco distretti industriali. In tale percorso di riqualificazione è fondamentale l’ istituzione di un parco naturale della Valle del Sacco, che valorizzi e preservi le risorse naturali presenti quali ad esempio: il Bosco Faito, i Monti Lepini, la Macchia di Anagni, l’area dell’ex selva di Paliano. Un parco naturale legato allo sviluppo della ricerca universitaria e scientifica, del turismo, della filiera agroalimentare e dell’occupazione sana. Un progetto di risarcimento di un territorio, che potrebbe attingere ai fondi comunitari.La gestione dei rifiuti deve far divenire il rifiuto una risorsa, incentivando processi, anche culturali, utili all’ incremento della raccolta differenziata e del riuso, studiando forme di trasporto del rifiuto ecosostenibili, ad esempio, con l’ utilizzo della rete ferroviaria si può ottenere un notevole abbassamento delle polveri sottili. Ridiscutere una politica di tutela delle risorse idriche, è diventata una necessità, il fallimento della privatizzazione del servizio è palese, per questo bisogna riportare al centro il valore pubblico di tale bene, in tal senso è importante che gli enti locali ,al più presto, si attivino nel rispetto della recente decisione del COVIRI (Comitato per la Vigilanza sull'Uso delle Risorse Idriche) per ripristinare una situazione di normalità.Per raggiungere, gli obbiettivi su indicati è fondamentale l’attuazione di una politica ambientale partecipata, istituendo per espressa delibera del consiglio provinciale un osservatorio ambientale, composto da associazioni e movimenti, che funga da stimolo e da pungolo alle istituzioni. Proposta che il Partito della Rifondazione Comunista ha voluto fortemente nel patto di fine legislatura dell’amministrazione provinciale. Tutti i temi su descritti saranno oggetto di discussione aperta alla cittadinanza, nell’attivo provinciale Ambiente del Partito della Rifondazione Comunista, il prossimo 9 gennaio alle ore 17,30 presso la federazione del PRC.

Marco Maddalena

Responsabile regionale Ambiente e Territorio PRC- Lazio

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